L’indecente volo del DDL Calabrò

15/7/2011 09:48
Con la legge 40 hanno deciso come dobbiamo nascere, con il DDL Calabrò vogliono decidere come dobbiamo morire. Il Vaticano e i politici loro servi vogliono fare della nostra vita e della nostra morte un bene indisponibile per noi, ma disponibile per loro. Così, in barba alla Costituzione (art 32 comma 2° Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.), al volere dei cittadini, alla laicità delle stato, se il Senato confermerà quanto votato alla Camera ci si troverà di fronte al più empio e volgare dei reati, il furto della nostra vita e della nostra dignità .
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E IO PAGO!!!

12/7/2011 22:55
Sono tempi di crisi economica e di manovra finanziaria.
Si è parlato a lungo sui giornali, in televisione, alla radio, in parlamento (sì, anche lì) su dove andare a prendere i soldi necessari alla manovra finanziaria.
Al comune cittadino, in maniera pressoché unanime, è parso indispensabile mettere le mani in tasca anche ai politici ossia, come si dice, di tagliare i costi della politica.
Misura demagogica che non risolve i problemi dell’economia italica? Può darsi.
Comunque, i politici nostrani, così sensibili alle cadute demagogiche, hanno preferito prelevare come sempre dalle nostre tasche, che tanto siamo abituati.
Cosicché si è tornati a parlare di casta della politica.
C’è una casta però ancora più intoccabile di quella politica, una casta che non è stata neppure sfiorata da proposte di tagli, ed è quella della Chiesa Cattolica.
Una delle istituzioni più floride grazie ai fiumi di denaro che lo Stato italiano versa ogni anno nelle casse del Vaticano in forma di finanziamenti diretti, esenzioni fiscali (per es. ICI non pagata per alberghi, ristoranti, bar di proprietà degli enti ecclesiastici), soldi alle scuole private (in maggioranza cattoliche) a discapito dell’art. 33 della Costituzione, meccanismo truffaldino dell’8×1000 (vi siete mai chiesti perché lo Stato non fa pubblicità al proprio 8×1000?), stipendi ai professori di religione (tra l’altro scelti dai vescovi), ecc. ecc.
Chi ha fatto un po’ di conti afferma che la Chiesa Cattolica costa ogni anno ai contribuenti italiani qualcosa come 10 miliardi di euro, molto più della politica.
Per dirlo in altri termini, ogni anno regaliamo una finanziaria al Vaticano. Ce lo possiamo permettere?
La replica in genere è che la Chiesa fa del bene, spesso fa quello che lo Stato non riesce a fare, una sorta di ammortizzatore sociale. E grazie! Magari con 10 miliardi in più lo Stato potrebbe promuovere politiche sociali di protezione delle fasce più deboli. Inoltre, che Stato è quello che demanda gli ammortizzatori sociali ad un ente confessionale? Lo si può ancora definire uno Stato laico? Perché un cittadino in difficoltà deve chiedere l’elemosina alla parrocchia invece di ricevere sostegno dalle istituzioni pubbliche?
Fino a quando avremo politici pavidi genuflessi (la casta sottomessa alla Casta) di fronte all’ingordigia vaticana, continueremo a regalare soldi alla Chiesa ed a sentirci meno cittadini di questo Stato.
D.Z.
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Circolo UAAR Forlì-Cesena alla Festa Democratica 2011

5/7/2011 23:51

festa democraticao Circolo UAAR Forlì Cesena alla Festa Democratica 2011Il circolo UAAR di Forlì-Cesena, da venerdì 1 luglio a lunedì 18 luglio, sarà presente con un proprio banchetto alla Festa Democratica 2011 presso la Piazza Berlinguer, Ronco (Forlì).

Essere ateo è una dimensione esistenziale ricca e stimolante, un aspetto centrale della liberazione dell’uomo, un momento di condivisione e accoglienza fondamentale tra quelli che costituiscono l’autentica laicità.
Nelle serate di luglio, nello spazio “prestatoci” dalla Festa Democratica 2011, saremo felici di illustrare a tutti/e gli/le intreressati/e gli scopi e l’attività dell’UAAR.

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ERESIE? QUANDO LA CRITICA VIENE DALL’INTERNO

13/5/2011 22:56

La beatificazione di Wojtyla è un’operazione di marketing

Testo di Don Paolo Farinella  tratto da micromega-online

Il 1° maggio, universalmente giorno dedicato ai lavoratori, in Italia è stato requisito dalla gerarchia cattolica, segnatamente dal Vaticano che ha deciso di beatificare Giovanni Paolo II, il papa polacco, in questo giorno, con una volontà di prevaricazione ostentata e con l’intenzione di oscurare con una massa religiosa il 1° maggio laico, contrapponendo due celebrazioni, laica e cattolica, in modo artificiale e polemico.
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Benedizione? No grazie

2/3/2011 21:02

Benedizione adesivo TR Benedizione? No grazie

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