Il cortile dei gentili. Lettera di Carlo Flamigni al Rettore dell’Università di Bologna
15/2/2011 22:36Caro Rettore
Se ricordo bene, in passato abbiamo avuto quasi sempre la stessa opinione sui tanti problemi relativi alla politica e all’Università dei quali abbiamo discusso, anche se, lo ammetto, non abbiamo mai affrontato l’argomento “religione”. Oggi, però, leggo su Repubblica che hai concluso il tuo intervento alla riunione della “Corte dei Gentili”, annunciato come un inizio di dialogo tra credenti e non credenti, dicendo che “ mai come adesso c’è stato bisogno di credenti e di atei credibili” e non mi trovo per niente d’accordo. Anzi, mi viene spontaneo rovesciare la frase, senza guastare il simpatico gioco di parole, e affermare che sentiamo tutti un forte bisogno di credenti credibili e di atei (non credenti, agnostici razionalisti, agnostici tout court, e così via).
LIBERTA’ IN UNO STATO LAICO
12/6/2010 17:34di Giorgio Battelli
Lettera recapitata al Corriere Romagna e mai pubblicata
Il Circolo Provinciale UAAR, sollecitato dall’ennesima replica di Alessandro Savelli, apparsa in data 10/06/10, si sente in dovere di intervenire nuovamente sul diritto per la comunità musulmana cesenate di avere un’adeguata sede di culto.
La UAAR di Forlì-Cesena, pur rappresentando i non credenti, ritiene che oggi a Cesena sia un segno di civiltà rendere effettivo il diritto dei musulmani di riunirsi e di pregare insieme in luogo idoneo. Va infatti rispettato il principio di libertà confessionale che è alla base della convivenza democratica e pluralista: ognuno ha il diritto di riunirsi per svolgere i riti secondo la sua fede. Se a Cesena i cattolici fossero vessati, li difenderemmo, sempre in virtù di quel principio di libertà. Ma non ce n’è bisogno perché oggi in Italia la Chiesa cattolica è una istituzione privilegiata e ricca, non esente da pulsioni oscurantiste e integraliste. Un esempio fra gli altri di pensiero illiberale è la replica di Savelli pubblicata su questo giornale il 16 maggio scorso, in risposta all’intervento di Casalini del 14 maggio: il Savelli, come avevamo già messo in evidenza nella nostra lettera del 31 maggio scorso, ha usato erroneamente come pretesto per non concedere un luogo di culto ai musulmani il principio di reciprocità (cioè negare loro un diritto che è negato ai cristiani in alcuni paesi islamici), principio che rivela una mentalità poco democratica e contraddittoria (questo suo atteggiamento è infatti inconciliabile con il motto “vivi e lascia vivere” che sostiene di seguire).
Lettera al Corriere Romagna
23/5/2010 19:16Lettera al Corriere Romagna di Giorgio Battelli
Egregio direttore,
come Circolo UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) provinciale sottoscriviamo pienamente il “Controcanto” di Casalini pubblicato da codesto giornale in data 14-05-10. Ne condividiamo lo spirito democratico e laico; infatti come laici riteniamo che sia un diritto di tutti, credenti e non credenti, avere un luogo idoneo per riunirsi ed esprimere il proprio pensiero o professare la propria fede religiosa, qualsiasi essa sia. L’articolo 8 della Costituzione infatti, superando il concetto di religione di Stato, afferma: “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge….”. Al contrario nella lettera di replica pubblicata in data 16-05-10 Alessandro Savelli nega di fatto la tolleranza e il dialogo, appellandosi in modo discutibile al principio di reciprocità secondo il quale, poiché in alcuni Paesi musulmani non vi è libertà di culto verso le religioni diverse da quella ufficiale, tale libertà non dovrebbe essere concessa nemmeno in Italia alle religioni minoritarie. Savelli vuole forse sostenere che, se un altro sbaglia, anche noi dobbiamo fare lo stesso errore? Piuttosto non dovremmo essere noi a dare il buon esempio? Infatti i nostri principi di convivenza si fondano sulla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e sulla Costituzione Italiana!





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