Se non ora, quo vadis?

14/8/2011 14:52
La domanda sorge spontanea. Dove stanno andando le donne di se non ora quando? Perchè, se da un canto si dimostrano sensibili, anche troppo, di fronte a un manifesto con una gonna alzata dal vento, alla Marilyn, o su uno spogliarello a Campiano, che finisce sulle prime pagine di Repubblica e sul TG1, non dimostrano la stessa sensibilità nei confronti della religione cattolica, che è, da sempre, uno dei principali ostacoli alla piena emancipazione della donna. Si indignano e giustamente, per la giunta Alemanno, senza donne, ma tacciono per i dodici apostoli, tutti maschi, che incorrerrebbero oggi nelle ire del TAR di Gerusalemme. Chiedono le quote rosa, ma non fanno nulla di fronte ad un leader religioso, il papa, che può essere solo di sesso maschile, eletto da un gruppo di uomini, ed è, contemporaneamente anche l’ultimo capo di stato europeo eletto senza suffragio universale ( nonostante si definisca il leader di una chiesa “universale” che è il significato, infatti di katholikòs. )
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Il carnefice norvegese è cristiano (con buona pace dei credenti nostrani)

4/8/2011 10:37

Destano in me davvero scarsissimo interesse le farneticazioni letterarie dell’assassino norvegese Breivik.

Anche per rispetto delle vittime non ho intenzione di dare importanza alle confuse teorie del lucido pazzo.

Vedo però che la vicenda innervosisce non poco i credenti cattolici nostrani: che Breivik si definisse cristiano fondamentalista proprio non lo sopportano. Vedere accostare il loro credo ad un individuo che ha fatto strage di un centinaio di ragazzi indifesi li confonde e reagiscono con stizza.

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Geografia dell’Italia….cattolica?

31/7/2011 22:09

Incuriosito da un’ultimissima pubblicata sul sito dell’UAAR il 7 Luglio scorso, che riprendeva un articolo de La Repubblica, ho acquistato e letto il libro di Roberto Cartocci “Geografia dell’Italia cattolica”, edito da Il Mulino.

Il libro promette un’analisi quantitativa, e quindi statistica, del “fenomeno” cattolico nel nostro Paese ed ambisce ad essere una fotografia (fedele?) dello stato di aderenza alla religione cattolica dei nostri concittadini a livello provinciale.

A mio parere, il titolo più adatto per questo volumetto sarebbe stato: “Geografia dell’Italia secolarizzata” se non Laica o Non credente, perché dopo sette capitoli ed una serie di tabelle, cartografie e grafici (comunque molto utili) che riassumono i principali indicatori scelti dal ricercatore come termometro del tasso di cattolicesimo degli italiani, lo stesso autore arriva alla conclusione che “l’Italia è solo in apparenza un paese cattolico” (pag. 135).

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Banchetto del Circolo UAAR FC alla Festa di Liberazione 2011

26/7/2011 00:24

Festa Rifondazione1 1 Banchetto del Circolo UAAR FC alla Festa di Liberazione 2011Dal 25 al 29 luglio il Circolo UAAR di Forlì-Cesena avrà un proprio banchetto informativo presso la Festa di Liberazione 2011, che si terrà a Vecchiazzano (Forlì) da venerdì 22 a domenica 31 luglio.

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E IO PAGO!!!

12/7/2011 22:55
Sono tempi di crisi economica e di manovra finanziaria.
Si è parlato a lungo sui giornali, in televisione, alla radio, in parlamento (sì, anche lì) su dove andare a prendere i soldi necessari alla manovra finanziaria.
Al comune cittadino, in maniera pressoché unanime, è parso indispensabile mettere le mani in tasca anche ai politici ossia, come si dice, di tagliare i costi della politica.
Misura demagogica che non risolve i problemi dell’economia italica? Può darsi.
Comunque, i politici nostrani, così sensibili alle cadute demagogiche, hanno preferito prelevare come sempre dalle nostre tasche, che tanto siamo abituati.
Cosicché si è tornati a parlare di casta della politica.
C’è una casta però ancora più intoccabile di quella politica, una casta che non è stata neppure sfiorata da proposte di tagli, ed è quella della Chiesa Cattolica.
Una delle istituzioni più floride grazie ai fiumi di denaro che lo Stato italiano versa ogni anno nelle casse del Vaticano in forma di finanziamenti diretti, esenzioni fiscali (per es. ICI non pagata per alberghi, ristoranti, bar di proprietà degli enti ecclesiastici), soldi alle scuole private (in maggioranza cattoliche) a discapito dell’art. 33 della Costituzione, meccanismo truffaldino dell’8×1000 (vi siete mai chiesti perché lo Stato non fa pubblicità al proprio 8×1000?), stipendi ai professori di religione (tra l’altro scelti dai vescovi), ecc. ecc.
Chi ha fatto un po’ di conti afferma che la Chiesa Cattolica costa ogni anno ai contribuenti italiani qualcosa come 10 miliardi di euro, molto più della politica.
Per dirlo in altri termini, ogni anno regaliamo una finanziaria al Vaticano. Ce lo possiamo permettere?
La replica in genere è che la Chiesa fa del bene, spesso fa quello che lo Stato non riesce a fare, una sorta di ammortizzatore sociale. E grazie! Magari con 10 miliardi in più lo Stato potrebbe promuovere politiche sociali di protezione delle fasce più deboli. Inoltre, che Stato è quello che demanda gli ammortizzatori sociali ad un ente confessionale? Lo si può ancora definire uno Stato laico? Perché un cittadino in difficoltà deve chiedere l’elemosina alla parrocchia invece di ricevere sostegno dalle istituzioni pubbliche?
Fino a quando avremo politici pavidi genuflessi (la casta sottomessa alla Casta) di fronte all’ingordigia vaticana, continueremo a regalare soldi alla Chiesa ed a sentirci meno cittadini di questo Stato.
D.Z.
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