Il carnefice norvegese è cristiano (con buona pace dei credenti nostrani)
Generale 4/8/2011 10:37Destano in me davvero scarsissimo interesse le farneticazioni letterarie dell’assassino norvegese Breivik.
Anche per rispetto delle vittime non ho intenzione di dare importanza alle confuse teorie del lucido pazzo.
Vedo però che la vicenda innervosisce non poco i credenti cattolici nostrani: che Breivik si definisse cristiano fondamentalista proprio non lo sopportano. Vedere accostare il loro credo ad un individuo che ha fatto strage di un centinaio di ragazzi indifesi li confonde e reagiscono con stizza.
Così si premurano di farci sapere che il criminale interloquiva con satanisti ed atei; binomio quanto mai incompatibile – non credendo in dio vien da sé che l’ateo non creda neanche in belzebù - ma fa gioco al buon cristiano associarli a dispetto soprattutto dei secondi.
Carissimi credenti, sappiate che non abbiamo bisogno delle fanatiche gesta del norvegese per sapere che le religioni, in particolare quelle monoteiste, hanno insite in loro – nel dogmatismo, nel dichiararsi portatrici della parola della divinità, nell’affermare la conoscenza della Verità – i germi del fondamentalismo.
La storia ce ne ha dato la più ampia dimostrazione.
Purtroppo per voi, cari credenti, non vale l’argomentazione che chi compie nefandezze nel nome del tal dio non è un vero credente in quel dio: il nefando pensa esattamente la stessa cosa di voi e con uguali buone ragioni (se cercate nei vostri libri sacri troverete molti spunti per commettere omicidi, naturalmente nei confronti di peccatori e miscredenti).
Auguro all’umanità di potersi un giorno liberare dai dogmi, religiosi o ideologici che siano, e dalle tutele divine; spero in un futuro in cui ogni individuo si senta responsabile delle proprie azioni e non strumento della volontà di entità metafisiche.
D.Z.




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