Darwin Day 2010 a Forlì
Generale 2/3/2010 22:18Introduzione all’incontro con Maurizio Mori di Lodovico Zanetti
Siamo qui per ricordare Charles Darwin. Sembrerebbe inutile e scontato. A 151 anni dalla pubblicazione de L’origine della specie, invece si assiste al deprecabile attacco dei creazionisti. Quando sul TG 2 il cardinal Martino definisce figlio del marxismo il darwinismo e chiude chiedendo alla giornalista se lei crede di discendere da un babbuino, a parte i dubbi sulla posizione della scala evolutiva dei cardinali rispetto ai primati, ci si deve chiedere a che livello sia l’informazione scientifica nel nostro paese. A peggiorare il quadro la notizia che il vicepresidente del CNR. Roberto De Mattei che sostiene tesi creazioniste si faccia finanziare workshop e pubblicazioni (dal titolo Evoluzionismo , il tramonto di una ipotesi ) del consiglio nazionale delle ricerche, e che Maioli, eminente fisico che del consiglio è il presidente riesca a trovare come scusante questa nota in cui dice che :“Il volume non esprime la voce ufficiale del CNR.
Desidero sottolineare il carattere aperto della ricerca intellettuale e la mia personale contrarietà a ogni forma di censura delle idee. La libertà di espressione è un bene garantito dall’articolo 21 della nostra Costituzione.”
dà una idea di quanto sia forte l’influsso delle ideologie religiose nel contrasto all’evoluzione scientifica.
Proporremo al professor Maioli di finanziare una ricerca sull’oceano primordiale di latte che gli indù ritengono come teoria più credibile del big bang……Ed è evidente che in contesto come quello attuale c’è la necessità di promuovere associazioni che tutelino la laicità del nostro paese.
Basterebbe citare Josè Saramago :
Mi sono sempre considerato un ateo tranquillo, perché l’ateismo come militanza pubblica mi sembrava qualcosa di inutile, ma ora sto cambiando idea. Alle insolenze reazionarie della Chiesa Cattolica bisogna rispondere con l’insolenza dell’intelligenza viva, del buon senso, della parola responsabile. Non possiamo permettere che la verità venga offesa ogni giorno dai presunti rappresentati di Dio in Terra; ai quali, in realtà, interessa solo il potere
L’Uaar nasce per difendere l’intelligenza e la ragione. Qualche amico, anche non credente mi prende in giro dicendomi fautore di una “chiesa” alternativa. Non è così. In un paese normale l’UAAR non servirebbe. Ma in un paese in cui si spacciano i crocifissi appesi ai muri come simboli di laicità, in cui esiste l’insegnamento dell’ex religione di stato nella scuola publlica, in cui c’è la legge 40 sulla fecondazione assistita, in cui ci vogliono togliere il diritto alla morte e alla vita l’Uaar ci deve essere.
Perchè siamo partigiani, di fronte a un invasore senza cultura e senza ragioni, e come i nostri nonni si opposero al nazismo noi ci opponiamo alla barbarie degli assolutisti della peggiore specie,di quegli integralisti che stanno condizionando le nostre esistenze, che per dirla con De Andrè ” lo sanno a memoria il diritto divino, ma scordano sempre il perdono.
Diamo fastidio, si cerca di censurarci, di imperdirci persino di scrivere che Dio non esiste su un autobus. Noi continuiamo, e per fortuna non ci bruciano più, ma gli spazi di una informazione in mano a atei-credenti devoti, sempre pronti a genuflettersi alle volontà d’oltretevere, ci rende difficile essere visibili. Campagne come quella dello sbattezzo,la difesa dell’ora alternativa a quella di religione, quella sulla soppressione dai luoghi pubblici dei simboli religiosi sono battaglie di civiltà che noi sosteniamo… purtroppo non abbiamo la potenza economica del nostro competitor.
Ma veniamo all’ospite dell’incontro. Il professor Maurizio Mori è presidente della Consulta di bioetica, associazione la cui attività è rivolta allo sviluppo del dibattito laico e razionale sui problemi etici nel campo della medicina e delle scienze biologiche, in un’ottica pluralistica di rispetto delle diverse concezioni di valore. E professore ordinario di bioetica all’Università di Torino, autore di numerosi saggi, tra cui
“Il caso Eluana Englaro. La «Porta Pia» del vitalismo ippocratico ovvero perché è moralmente giusto sospendere ogni intervento
“Aborto e morale. Capire un nuovo diritto”,
Utilitarismo e morale razionale. Per una teoria etica obiettivista.
E’ coautore, insieme a Carlo Flamigni, Armando Massarenti e Angelo Petroni del Manifesto di bioetica laica, ed è con le ultime parte di quel manifesto che gli cedo la parola, perchè mi sembrano un incipit adeguato del discorso che affronteremo, bioetica e laicità.La visione laica si differenzia dalla parte preponderante delle visioni religiose in quanto non vuole imporsi a coloro che aderiscono a valori e visioni diverse. Là dove il contrasto è inevitabile, essa cerca di non trasformarlo in conflitto, cerca l’accordo ‘locale’, evitando le generalizzazioni. Ma l’accettazione del pluralismo non si identifica con il relativismo, come troppo spesso sostengono i critici. La libertà della ricerca, l’autonomia delle persone, l’equità, sono per i laici dei valori irrinunciabili. E sono valori sufficientemente forti da costituire la base di regole di comportamento che sono insieme giusti ed efficaci.

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